La Storia
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Facciata San Giovanni

 

La Chiesa di San Giovanni Battista sorge nel quartiere omonimo nel comune di Barcellona Pozzo di Gotto, dichiarata Monumento nazionale nel 1969. Appartenente alla Diocesi di Messina, vicariato di Barcellona Pozzo di Gotto sotto il Patrocinio di San Sebastiano, Arcipretura di Barcellona Pozzo di Gotto, Parrocchia di San Giovanni Battista. All'epoca della costruzione l'opera costituiva l'antico nucleo principale di Barcellona, casale di Castroreale fino al 15 maggio 1815, pertanto frazione sottoposta alla giurisdizione dei giurati castrensi. La fondazione risale al 1635, consacrata nel 1821, elevata a parrocchia nel 1943 dopo lo smembramento dell'arcipretura di San Sebastiano, dichiarata Monumento nazionale nel 1969.

 

Cenni Storici

La Chiesa di S. Giovanni B. risale al 1635, come risulta dalla seguente richiesta fatta dal Sac. Giovanni Perdichizzi ai Superiori del tempo : 

<< ...sono alcuni anni che l'esponente cominciò certo fabbricato in detta contrada del Casale di Barsalona vicino le sue case in contrada del fiume ad oggetto di fare un magazzino grande, e perché vicino detta fabbrica d'alcuni anni in qua si è incominciato un nuovo casale, e vi stanno li miglior parti di detto casale di Barsalona, essendovi fabbricati di cinquanta case e più, e tuttavia si va aumentando, e crescendo dette case dove d'inverno si patisce grandissimo disagio quale detti abitanti per andare alla messa spesse volte patiscono, e tanto più le donne per passare la fiumara, la quale + in mezzo detta contrada, e la chiesa Sacramentale di detto casale di Barsalona, esso esponente ha deliberato per sua devozione impetrare licenza da V.S. R/ma di poter costruire detta fabbrica in una chiesa sotto il titolo di S. Giovanni Battista >> .

La richiesta del Perdichizzi venne accolta e lo stesso, suggellò la sua generosità con un atto giuridico di donazione della nuova Chiesa che stava sorgendo legando a questa un beneficio per il culto.  E' questa la prima donazione che apre la serie di molti altri devoti che con i loro lasciti hanno assicurato alla Chiesa un culto perenne e dignitoso, come ad esempio Abbondanza Cipriano, il Sac. D. Francesco Munafò. Si legge in una memoria del 1766:

<<...il Sac. D. Francesco Munafò, con suo zelo aumentò la devozione dei Confrati, lasciò in legato numero quattro case che possedeva nella strada nuova con giardino di dietro per stabilirsi un ritiro orfani e ricoverarsi in dette casa>> .

La primitiva Chiesa però non doveva essere molto grande, aveva appena tre altari, uno dedicato a Maria SS. Addolorata, un altro a S. Giovanni B. e il terzo a S. Paolino. Intanto la popolazione aumenta, nasce quindi la necessità di ingrandirla. Ciò avvenne negli anni che vanno dal 1751 al 1754,  per opera del Sac. D. Giovanni Salvo, coadiuvato dai confrati e dai fedeli. La Chiesa subisce una profonda trasformazione, viene allungata e ampliata ai fianchi con l'aggiunta delle due torri campanarie, e dei portali. L'Abate Amico scrive in proposito:

<<...nella elegante Chiesa di S. Sebastiano si amministrano i Sacramenti, vi fu da poco accresciuta l'altra di S. Giovanni Battista, dall'altra parte del fiume>> .

Mancano però gli abbellimenti, mentre della vecchia struttura rimane l'abside di stile ben diverso della navata. L'anno 1797, viene nominato Padre della Confraternita il Sac. D. Giovanni Crisafulli, il quale chiama sul buon sentiero i confrati lacerati da contrasti interni e si adopera per far dipingere l'interno della Chiesa, fare il pavimento in mattoni, il pulpito in legno scolpito, alcuni quadroni in tela agli altari laterali. Come risulta da una lapide posta all'entrata destra, la Chiesa venne consacrata l'anno 1821, per opera del Sac. Abate Domenico Buda.

<< A MEMORIA IMPERITURA DELL'ABATE DOMENICO BUDA FU' ROCCO SACERDOTE SOLERTISSIMO CHE IL 21 OTTOBRE 1821 A PROPRIE SPESE DA MONSIGNOR COCCIA CONSACRARE FACEVA QUESTA VENERABILE CHIESA L'AB.TE NIPOTE DOMENICO BUDA FU' VITO IL 20 DICEMBRE 1822 SCIOGLIENDO UN DEBITO QUESTA LAPIDE POSE >>

Una seconda lapide, a sinistra entrando, ricorda il sacrificio del patriota. Si tratta del figlio di Mario Pettinato,

<<morto per l'italica indipendenza in Partenope il 22 settembre 1860>>. 

Durante il passaggio di Giuseppe Garibaldi, nelle battaglie di Milazzo e Corriolo ci furono molti feriti. La nostra Chiesa fu una delle prime ad accogliere molti di questi patrioti. Il 5 giugno del 1900 venne inaugurata la nuova campana, costruita nelle famose fonderie di Tortorici per la spesa complessiva di L. 175. L'orologio, costruito dalla ditta Poli di Milano, venne inaugurato l'anno 1912. All'inizio, ad officiare le sacre funzioni furono chiamati i PP. Carmelitani, Successivamente sorsero due confraternite di S. Giovanni e Maria SS. Addolorata la prima, l'altra intitolata a S. Paolino.

<<E siccome fra i confrati, tra l'una e l'altra confraternita succedevano scissure di festa tra loro, i confrati di S. Paolino comprarono alcune case del Marchese Solluzzo e si fabbricarono la Chiesa sotto il titolo di S. Paolino e così si separarono>> .

Rimasta unica arbitra della situazione, la confraternita di San Giovanni e Maria SS. Addolorata, allora molto affermata e organizzata, ha svolto un ruolo determinante,per l'andamento di tutta la vita della Chiesa. Al sacerdote, che doveva guidarli nel campo spirituale, era affidato principalmente il compito di celebrare le sacre funzioni che allora erano solenni e frequentate. Purtroppo, non si son trovati sinora altri documenti per poter conoscere meglio le vicende più rilevanti riguardanti la CHiesa e la confraternita. Nel 1912, dal Governatore della confraternita Sig. Cutropia Giuseppe fu Alberto, fu avanzata la richiesta per essere nominata Parrocchia. Questo deisderio di autonomia si realizzerà solo nel 1942, assieme alle altre parrocchie erette in tutto il comune di Barcellona. Nel periodo immediatamente precedente questa erezione ad officiare erano stati chiamati i Frati Minori della Chiesa di S. Antonio di Padova. Dopo questa data, sono subentrati i sacerdoti Diocesani nominati regolarmente dal Vescovo. Il primo è stato il Sacerdote Torre Luigi, dopo il 5-3-1950 è stato nominato il Sac. Levita Giuseppe, attuale Parroco.

La Chiesa

A) Dati architettonici e strutturali.

La Chiesa è di stile siculo-normanno con una struttura massiccia. L'interno ad una sola navata, riecheggia un po' il Barocco, per la sovrabbondanza di diponti affreschi e pitture in ogni sua parte.  Pietre squadrate in simmetria semplice e lineare, sostengono tutta la facciata esterna in un unico stile. Questa è affiancata da due imponenti torri campanarie, divise in tre scomparti e coronate da cupolette a bulbo. L'entrata principale è incornicaita da un portale in marmo policromo. Sopra la nicchia la statua in marmo di S. Giovanni Battista, di Melchiorre Greco, 1754. Ai lati due altri portali più piccoli di eguale stile indicano l'entrata esterna alle torri, momentaneamente murate. Tutte e tre i portali con il loro stile sobrio ed elegante ingentiliscono la massiccia visione d'insieme. I lati esterni, in muratura ordinaria, sono come sotenuti da due contrafforti, sulle entrate laterali.  Un grazioso portale in marmo policromo si apre sulla porta orientale. Nella nicchia sopra la porta una statua raffigurante Maria SS. Addolorata. Un medaglione marmoreo al centro dell'arco scorniciato reca la scritta

<<TUAM---IPSIUS---ANIMAM---PER---TRANSIVIT---GLADIUS 1754>>

 (la tua stessa anima sarà trafitta da una spada).

Le entrate sono state arricchite, nell'anno 1973 da tre porte in legno di quercia, bugnate e lavorate nella stessa dorma di quelle precedenti già da tempo cadenti. La parte posteriore a forma di pentagono spiovente racchiude l'abside interna. La copertura spiovente di recente è stata restaurata con solettine prefabbricate sulle quali poggiano comuni tegole di coccio sporgenti sui muri per circa cm. 20. L'interno misura m. 24 per 7. Altezza circa m. 12. Il tetto, a volta, è illustrato a mosaico da alcune scene evangeliche. Nell'abside un mantello in scaglia lavorata e dipinta , con quattro angeli racchiude la nicchia del Santo titolare, più in alto una rande corona gentilizia o regale dà un tono di maestà. L'altare maggiore in marmo policromo fu scotruito nell'anno 1799. Tutta l'abside e le pareti della chiesa sono abbellite da affreschi, semplici pitture lineari e dipinti su tela.L'insieme è piacevole e accogliente. Oltre all'Altare Maggiore vi sono altri sei Altari Minori incassati nelle alte volte laterali. Su alcuni vi sono dei dipinti su tela. Sia questi come tutti gli altri dipinti, anche se alcuni di una certa ingenuità popolare, sono apprezzabili. Certo non tutti per motivi estetici, per alcuni un po' discutibili, ma certamente per una ragione di documentazione storica di un'arte minore tradizionale, sempre determinante per la cultura rurale del nostro ambiente. Accanto alla chiesa è stata ricostruita, da alcuni decenni, la nuova sacrestia e un salone m. 18x10 circa. Questa nuova costruzione ha nascosto, in parte, la visione della parte posteriore pentagonale della CHiesa, ma in compenso essendo in cemento armato, è servito come rafforzamento alla vecchia struttura, bisognevole di accurati restauri.

B) Opere di interesse storico e artistico.

La Chiesa è stata dichiarata monumento nazionale nell'anno 1969, unica opera d'arte dichiarata tale nel Comune di Barcellona.

$11)    Dipinto su tela: Madonna con il Bambino e S. Biagio, sec. XVIII, di m. 1,50x1.

 

Dipinto s. t. : La Pietà, sec. XVIII di m. 2,90x1,70.

 

 

Dipinto s. t. : Madonna con Bambino, S. Filipponeri, S. Giuliana Falconieri e angeli, sec. XVIII. Probabile del Moratti Carlo, di m. 2,90x1,70.

$14)    Dipinto s. t. : Madonna con S. Gaetano, sec. XVIII, di m. 1,50x1.

$15)    Dipinto s. t. : La Crocefissione, sec. XVIII, di m. 1,50x1.

$16)    Dipinti s. t. : N. 4 pannelli ovali all'Altare di S. Filippo Benizzi, raffiguranti scene della vita del Santo.

           Dipinti s. t. : N. 4 pannelli ovali all'Altare della Pietà raffiguranti scene della vita di Gesù.

 

$18)    Dipinti s. t. : N. 4 pannelli sulle pareti della navata, in alto, raffiguranti scene della vita di Gesù.

$19)    Dipinti s. t. : N. 4 pannelli rettangolari sulle pareti della navata in basso, raffiguranti i quattro Evangelisti.

$110)Pulpito e Cantorie in legno intarsiato, sec. XVIII.

$111)Tabernacolo in legno scolpito, sec. XVIII sull'Altare Maggiore.

$112)Altare in marmo policromo, anno 1799.

$113)Statua in marmo sulla facciata raffigurante S. Giovanni Battista di Melchiorre Greco, anno 1754.

$114)Portale in marmo policromo con statua della Madonna Addolorata del 1754 all'entrata orientale della Chiesa.

$115)Affreschi sulla volta: scene evangeliche del Bonsignore.

$116)Affreschi nell'abside: scene sulla vita di S. Giovanni B.

$117)Organo: a canne, anno 1975. Costruito dalla Ditta Continello e F. di Monteverde (AV).

$118)Due Acquasantiere: in marmo bianco di cui una anticamente adibita a Battistero.

$119)Scultura in legno: Crocifisso, sec. XVII, di m. 1,60.

C) La Cripta.

Sotto il pavimento di marmo vi sono due cripte e due fosse, sino al secolo scorso adibite alla sepoltura e al culto dei morti; ai piedi dell'Altare del Crocifisso, entrando a destra, trovasi un ossario.

La prima cripta, più grande, è composta da un lungo vano di circa m. 18x4,20. Ad essa si accede da una scala con 15 scalini in muratura, posta all'entrata della chiesa. L'altezza è di circa m. 3,50. All'interno vi sono tre grandi arcate, mentre i due lati presentano ciascuno 17 nicchie ove suppongo venivano adagiati i morti. Al centro un piccolo altare in muratura.

Un po' sbiadite dal tempo si leggono alcune scritte:

A destra: vicino all'Altare <<Don Francesco Munafò>>.

Al centro: <<Antonino La Motta>>, poi una scritta illegibile, anno 1788. Vicino alla scala un solo nome <<Bianca>>.

A sinistra: vicino all'Altare <<Sac. Antonino Coppolino>>. Un'altra scritta <<R.S.D. PAX? anno 1704>>.

Accanto a questa cripta, vicino al pulpito, vi è l'entrata per la seconda cripta più piccola, delle dimensioni di circa m. 6x3 alta m.3 con quattordici scalini. Due scomparti, a destra con otto piccole nicchie; a sinistra tre, un piccolo Altare, una scritta illegibile. Altre due fosse sono una vicina alla balaustra, l'altra di fronte all'Altare del Cuore di Gesù.

Una terza fossa, molto grande con due coperture in pietra, venne interrata qualche decennio fa, allorquando fu distrutta la piazzetta antistante alla Chiesa. Detta piazzetta in pietre lavorate bianche e grige venne modificata con i lastroni di marmo poco confacenti con l'architettura della stessa facciata.

La cripta e le fosse servivano per la sepoltura dei componenti la confraternita S. Giovanni,  dei sacerdoti e di qualche notabile.

Le cripte meriterebbero di essere ripulite e sistemate per una eventuale riapertura al culto, limitatamente al mese dei morti.

Il Territorio Parrocchiale

La Chiesa è posta al centro degli antichi quartieri di S. Giovanni e Crocifisso. In questi ultimi decenni sono state demolite circa 50 case di fronte e a fianco della chiesa, dando spazio per il prolungamento della Via Marconi, con le piazze Marconi e S. Giovanni.

Il territorio non è vasto e trovasi ubicato tra le Parrocchie di S. Francesco di Paola, S. Maria di Nasari (o S. Rocco) e Centineo. I limiti sono così delineati:

a) con S. Francesco di Paola al ponte ferroviario sulla Via S. Francesco, alla chiusa Longo sulla Via Statale compreso il Palazzo Sant'Onofrio.

b) Con Centineo, alla saia Motta sulla Via Cairoli preso Fondaconuovo.

c) Con Nasari, sulla Via Giacomo Leopardi.

d) Con S. Sebastiano, sulla Via Garibaldi all'incrocio con Via Immacolata, stretto Croce, Via Operai lato sinistro fino al ponte ferroviario.

Gli abitanti sono circa 2.500.

Nell'ambito di questa Parrocchia vi è la Chiesa del SS. Crocifisso.

Sino a qualche decennio fa esisteva una chiesetta dedicata a S. Rosalia, nel vicolo omonimo, ove in occasione delle processioni, durante l'Ottavario del Corpus Domini, si sostava per la benedizione Eucaristica. Apparteneva alla famiglia Saccano Stagno. Distrutta dal terremoto del 1908, adesso è usata come deposito e trovasi in possesso del sig. Federico Schembri.

Tradizioni

Ogni anno, in partenza da questa Parrocchia, ha luogo il Venerdì Santo, una caratteristica processione dei misteri della Passione. Qualcosa di simile a quella che si svolge a Caltanissetta e a Trapani. La processione ha luogo nel pomeriggio verso le ore 17. Sono 12 vare ciascuna rappresentante un mistero della Passione. Alcune in cartapesta, altre sono manichini con le teste e le mani di cartapesta addobbati con vesti multicolori. Inizia la processione con la Sacra Cena e chiude il Sepolcro trainato da un gruppo di soldati, i cosiddetti <<giudei>> in vesti scarlatte con elmo e lancia.

La sua origine risale al 6 Aprile dell'anno 1871. Si legge, infatti, in una memoria: <<Nota bene che Passione di Barcellona fu fatta in detto giorno di sopra e che per la prima Passione concorrono tutte le migliori famiglie alla contribuzione per formare tutti i Santi e particolarmente la Chiesa di S. Giovanni, a proprie spese, formò la varetta della Cena e il Crocifisso spirante per restare una memoria per l'avvenire per tutti quelli che verranno in appresso, di non far perdere la Passione e di assistere come fanno i fratelli di detta Chiesa, cioè Alberto Cutropia, Mastro Mariano Lo Presti ed altri buoni che si prestano  per riuscire le funzioni del Venerdì Santo. <<La Cena è opera di don Carmelo Vanni, artista barcellonese>>. Più tardi, col passare degli anni, questa lodevole iniziativa si va sviluppando sino ad assumere le proporzioni attuali, mercè la collaborazione di molti e la partecipazione di gran numero di persone è diventata una manifestazione imponente, che polarizza l'attenzione di quasi tutta la cittadinanza e paesi limitrofi.

Oggi è un po' snaturata dal suo aspetto genuinamente religioso, ed assume aspetti folcloristici e di parata. Le vare incedono, addobbate con profusione di fiori e luminarie, seguite da gruppi di uomini che incessantemente cantano la Vexilla su di una melodia tradizionale che si suppone di origine locale.

A sentirla, cantata un po' storpiata con toni troppo alti (a squarciagola) crea un qualche effetto, ma suscita anche un certo disagio nelle persone di cultura superiore. Ma è qualcosa, ormai, che appartiene al patrimonio culturale popolare e coloro che cantano in quel particolare momento esprimono in una forma un po' ingenua la loro religiosità, che non saprebbero esprimere con forme più elevate.

Due di queste vare provengono dalla Chiesa dell'Immacolata e due da quella di S. Sebastiano, ove ritornano alla fine della manifestazione.

Una analoga processione avviene nell'Arcipretura di Pozzo di Gotto, nello stesso giorno e quasi la stessa ora, in partenza dalla Chiesa di S. Maria.

Le due processioni s'incrociano, procedendo in senso contrario, sulla Via S. Giovanni Bosco (Piazzale Municipio) creando, con le luminarie acceso verso il tramonto, un clima di religiosa suggestione.

Questa di Pozzo di Gotto è di origine più antica e presenta alcune statue in legno di un certo tono astistico, come l'Ecce Homo, Gesù sotto la croce e Gesù Morto nel sepolcro.

Orario Sante Messe

GIORNI FESTIVI

Ore: 10.30 Santa Messa 

Ore: 17.30 Santo Rosario

Ore: 18.00 Santa Messa 

 

GIORNI FERIALI            

Ore: 18.30 Santo Rosario

Ore: 19.00 Santa  Messa 

Ore: 19.30 Vespri 

 

Dove Siamo:

Via Duca D'Aosta, 31,

Barcellona Pozzo di Gotto (ME)

 

x Contatti

Mail: infoparrocchiasangiovanni@gmail.com

Telefono Segreteria Parrocchiale 090 9791444

Parroco : Don Giuseppe Turrisi : Mob. 340 7810103 

 

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